venerdì 28 febbraio 2014

Io so chi sei tu

A Frittole tutti sanno chi sei.

Questo vale naturalmente per i Frittolesi doc, che, essendo tali da generazioni, si conoscono tutti e sanno perfettamente chi sono i tuoi parenti prossimi.
Capita spesso di assistere alla seguente scena: gruppetto di comari "a chiacchiera" su una panchina al sole, passano due donne, salutano, e tirano avanti. Le comari appena queste si sono allontanate due metri dalla loro postazione, attaccano:
"O chi era quella accanto a Elena?"
"Che dici! La su cognata, no?"
"Ma chi-e, quella che sta a Firenze?"
"No eh quella che è fidanzata col barrista!"
"Il barrista quale? Il fratello del tu genero?"
"No quello che sta in piazza!"
"Ah dici quello che c'ha quella bimbina che va a danza con la mi nipote eh?"
"Si-e! Quello che il su babbo l'anno scorso l'hanno operato di cuore..."
E via discorrendo.
Spesso non hanno ritegno, cominciano ad identificarti appena entri nel loro raggio visivo, e se, dopo varie consultazioni, quando passi loro accanto non ti hanno ancora focalizzato bene, sfacciatamente ti chiedono: "O te nini di chi sei?".

Ma questo vale anche per me, che Frittolese non sono. Tutti sanno chi sono. Sarà che è ben facile ricordare una faccia nuova quando si vive in un posto dove sono tutti visi noti, sarà che hanno un talento particolare per l'identikit del forestiero, ma mi scioccano continuamente.
Una delle prime volte che presi l'autobus, salutai con un "buongiorno" per cortesia mentre salivo. E l'autista, giuro, mai visto prima, "Ciao Alice!". Trauma.
Il giorno dopo l'autista era diverso, di nuovo un viso nuovo per me, di nuovo il mio saluto distaccato e di nuovo uno shock: dopo qualche minuto di viaggio, questo mi attacca bottone chiedendomi con nonchalance come stesse il mio fidanzato e se corresse ancora i rally...

Quindi vi avverto: a Frittole è impossibile farla franca. Vi tengono d'occhio. Attenti a cosa fate!

mercoledì 26 febbraio 2014

Immersi nella campagna

Vi voglio descrivere meglio il posto dove vivo.
Frittole è un paese immerso nella campagna, come ho già detto.
Ma quando dico immerso intendo proprio sperduto, a quasi un'ora e mezza di auto dalla prima città. Frittole ha un centro abitato principale di circa 4000 anime e alcune frazioni raggiungibili anche queste in auto, e tanta, tanta campagna, tanta "macchia", boschi, oliveti, vigne, poggi, poggetti e chi più ne ha più ne metta.
Frittole è una cartolina con la strada tortuosa che sale in cima ad un poggio costeggiata dai cipressi, è, diciamocela tutta, una gioia per gli occhi.
Gli abitanti si conoscono tutti e più o meno tutti si danno una mano. Come dico io, sono tutti parenti. Tuttora, dopo quasi sei anni di residenza in pianta stabile e ben otto di frequentazione, faccio delle scoperte sconvolgenti di parentele del tipo: l'edicolante dove compro il giornale tutte le mattine altri non è che la cognata della mia collega di lavoro, per dire.
E questo naturalmente ha i suoi lati positivi e i suoi lati negativi.
Ad esempio, mi sono ritrovata a criticare l'insistenza di una negoziante con un'amica che non sapevo essere la nipote della suddetta... ops... (C'è di buono che comunque non se l'è presa ma, anzi, mi ha dato ragione)!
E poi se sei in mezzo alla strada perchè hai forato una gomma e come me sei una donnetta fragile ed inseperta di crick e compagnia bella puoi stare tranquilla che non passeranno più di cinque minuti e una faccia amica si fermerà ad aiutarti, ci puoi contare!
Ad esempio una volta dovevo fare delle sostituzioni di un ufficio di cui mi avevano dato una chiave difettosa. Fortunatamente la dannata porta che non si apriva nemmeno sotto tortura si trovava esattamente sulla via di passaggio principale. Sono stata una settimana a lavorare lì e su otto volte che mi capitò di dover aprire la porta, due ci riuscii, quattro fermai passanti che conoscevo per farmi aiutare, e altre due fui aiutata da cordiali turisti americani divertiti!
Sì perchè d'estate è tutta un'altra storia.
D'estate la popolazione quasi raddoppia, le frazioni, oasi di pace e di relax, vengono invase da stranieri ed italiani come me innamorati della Toscana.
Gli agriturismo si riempiono, al supermercato aumentano gli orari di apertura e i commessi, per la strada, su dieci auto che incroci, sette hanno targa straniera.
Frittole è così: l'inverno è un po' in letargo, ma dalla primavera in poi si inebria di gente, feste, profumi e colori!

venerdì 14 febbraio 2014

Frittole

Avete presente l'indimenticabile film con Roberto Benigni e Massimo Troisi, Non ci resta che piangere? Quello in cui i mitici protagonisti in una notte buia e tempestosa venivano "teletrasportati" in un'altra epoca (nel millequattrocento, quasi millecinque!) e in un altro luogo?
Ecco, Frittole per l'appunto.
Io talvolta ho l'impressione di essere imprigionata in questa scena:


Nel senso che mi sono catapultata - ma, tengo a precisarlo, volontariamente - in questo ridente paesino della campagna toscana dove gli abitanti mi vedono un po' come una che viene, se non proprio dal futuro, da un altrove, da un fantomatico e non meglio specificato nord.

E io vedo loro (beh, alcuni di loro), proprio come il frittolese medio del video: persone buone e semplici, la cui tranquillità invidio moltissimo, e che pensano che Frittole sia un po' l'ombelico del mondo, dove tutto accade, il posto migliore dove vivere, più sano, più felice, più familiare del mondo. E probabilmente hanno ragione.

Ed è per questo che il paese dove vivo lo chiamo, affettuosamente, Frittole.
Ed è per questo che io credo di essere considerata, affettuosamente, un po' snob!

Sono nata e cresciuta in un paese della cintura di Torino, città che amo di un amore profondo e incondizionato (beh come tutti amano il posto dove sono nati e cresciuti), dove ho studiato e lavorato. L'ho lasciata per un altro amore profondo e incondizionato, quello per Lui, e mi sono trasferita in questo piccolo centro.
Praticamente sono emigrata al contrario!
Ci abito ormai da cinque anni, quasi sei in effetti, ma tutti i giorni mi riserva delle sorprese, tutti i giorni mi insegna cose nuove, tutti i giorni scopro nuove esilaranti differenze con la città!

Vorrei condividere con voi queste mie scoperte... 
e allora buon viaggio!