domenica 6 aprile 2014

Antigone era una regina che mi assomigliava caratterialmente - ovvero degli autisti di autobus frittolesi

Essere autista di autobus a Frittole ha i suoi vantaggi rispetto ad esserlo in città.
Invece di fare i conti con il traffico, i semafori, i pazzi alla guida e i passeggeri talvolta pericolosi, come i loro colleghi torinesi, gli autisti frittolesi sono quotidianamente alle prese con animali molesti, kilometri di strade curvose e deserte, spesso strettissime, e passeggeri il più delle volte familiari.
In certi casi sfidano le leggi della fisica per scambiarsi con bilici su e giù dai poggi, in certi altri pazientemente scendono dall'autobus e fanno manovra all'auto che viene loro incontro, per poterci passare entrambi, specie se alla guida c'è un anziano o una donna poco pratica (solo storie vere, giuro).
E poi ci sono loro, le studentesse arrapate con gli ormoni impazziti.
Queste quindic-sedic-diciassettenni sanno di poter contare su un ambiente tutto sommato sicuro e protetto anche quando sono sull'autobus, e anche se sono sole con l'autista. Perchè non è come i città, qui gli autisti sanno chi sei tu, o perlomeno chi sono i tuoi genitori, i tuoi nonni, e i passeggeri conoscono gli autisti o le loro famiglie, e normalmente si tratta di persone assolutamente affidabili.
Niente a che vedere con l'esperienza shock che ebbe una mia amica ai tempi del liceo, quando aspettava il pullman e la caricò un autista di un autobus fuori servizio, assicurandole che l'avrebbe portata comunque a destinazione e invece la portò in posti che lei non riconosceva e ci provò spudoratamente... non le successe nulla di grave, ma lo spavento fu tanto.
Ecco, per noi gli autisti erano perfetti sconosciuti maschi adulti dai quali tenersi a debita distanza, non dare confidenza, non rivelare alcun particolare sulla propria vita privata così che non potesse essere, un giorno, usato proprio contro di noi, esibire il biglietto a richiesta, zitte e mosca.
Qui no. L'autista rispecchia per loro l'uomo adulto, il padre al quale possono dire un po' di tutto, il maschio sul quale riversare i loro ormoni (senza mai però oltrepassare il semplice flirt da ragazzine, lo specifico), che a differenza dei loro coetanei non si imbarazza ed è lì, a portata di mano.
Loro stanno al gioco, un po' per noia, un po' perchè sanno che è un flirt innocuo.
E così l'altro giorno una ragazzina ha importunato il povero autista per tutto il tragitto, chiedendogli gomme da masticare, pareri sui ragazzi con cui uscire, raccontandogli amori e tradimenti e infine leggendogli una frase scritta (a suo dire) da un suo professore sulla sua bacheca Facebook: "L'ha dedicata a me, sai? Parla di Antigone, perchè dice che era una regina caratterialmente molto simile a me".
Il suo coetaneo e compagno di scuola, snobbato in favore del maschio adulto che guidava, a domanda di quest'ultimo, ha così sentenziato:"Io? Io mi butto all'òmini, mi sa che è meglio!".

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