Una delle prime domande che mi venivano poste abitualmente dai Frittolesi dopo il mio trasferimento era:
"Ti ci garba quassù?".
E io a chiedermi, nella mia mente: ma come "quassù"? A ME? Una emigrata dal NORD! Se mai quaggiù, perchè ho disceso l'Italia, alla Garibaldi.
E invece no.
I Frittolesi stanno "quassù", inteso come sul poggio, alla sommità della collina, contrapposto alla pianura delle città.
E comunque non solo Frittole, ma anche le sue frazioni, e la maggior parte dei paesi limitrofi, sorgono sopra colli vicini e si vedono da una cima all'altra. Per indicare uno dei pochi paesi vicini che non è né su un poggio né sulla costa dicono, con una certa aria di superiorità: "Ah, lì in quella bu'a?" (ah, lì in quella buca?).
Effettivamente è una meraviglia ammirare la vista dalla cima della collina, a perdita d'occhio, vedere dove fortificazioni, dove campanili con attorno quattro case, là fino a riuscire a scorgere il mare.
La cosa molto meno romantica però sono le strade. Oddio, no, non è esatto. Le strade sono allo stesso tempo romantiche, meravigliose, panoramiche e rilassanti ma anche strette, impervie, piene zeppe di curve e luuuuuuuuunghissime. A volte anche pericolose, per via degli animali che attraversano senza preavviso, notte e giorno.
... vomito assicurato.
All'inizio mi veniva la nausea appena salivo in auto, fortunatamente col tempo anche il corpo si abitua, anche se ci sono strade che ancora oggi mi mettono a dura prova.
I panorami a tratti sono mozzafiato, però. Vigne, oliveti, poderi, paesini arroccati, pievi, pascoli e campi di grano che cambiano colore ogni giorno dell'anno e che non sono mai uguali a sé stessi.
La primavera poi è un momento speciale, i campi sono ancora verdi, e spuntano fiori ovunque, lungo le strade, è una vera e propria espolosione.
E meno male perché queste strade mi sembrano veramente interminabili, tutto è lontano, e io, che sono pigra, prima di mettermi in cammino bisogna che abbia un ottimo motivo.
Lui dice che qui è impossibile perdersi, perché la strada è una e basta seguirla. Sì, è vero, ma se l'hai imboccata, e di campi e valli e poggi sei nuova ad un certo punto, dopo aver percorso mezz'ora di saliscendi ti prende sistematicamente l'angoscia di aver sbagliato e di essere nel mezzo del nulla, senza possibilità alcuna di prendere la prima "traversa" e tornare sulla retta via.
Di notte, poi, non ne parliamo.
L'angoscia sale perchè ti prende la paura della fauna locale, composta di lepri, cinghiali, caprioli e istrici sempre pronti ad attraversare la strada. E il buio non aiuta di certo a prendere punti di riferimento.
Se poi niente niente c'è anche la nebbia (SFATIAMO SUBITO UN MITO: NO, LA NEBBIA NON C'E' SOLO AL NORD!!!) allora potreste ritrovarvi, come me peraltro, a piagnucolare al volante pensando di essere finiti in una dimensione parallela.
E no, in questi posti i cellulari non prendono mai. E il navigatore vi mostra uno schermo vuoto dove il vostro puntolino è esattamente nel mezzo di un campo sterminato.
Ma qui fa parte del gioco, e diciamocela tutta, non sei nessuno se non puoi raccontare almeno un incontro ravvicinato del terzo tipo con un animale sistematicamente investito e finito dentro un succulento piatto.
Ops, questo non si poteva dire.
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