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domenica 4 maggio 2014

Maggerini

La festa del 1° maggio qui in Toscana, e soprattutto in Maremma, è molto sentita.
Chiaro, perchè è una cosiddetta "regione rossa" e va da sé che la festa dei lavoratori sia degnamente riconosciuta, ma il 1° maggio qui è anche e soprattutto legato alla campagna (e te pareva).
I contadini danno il benvenuto alla bella stagione (non so bene perchè siano contenti in effetti: da qui a tutto settembre i contadini sgobbano come asini) con tradizioni e cibi e canti, tra cui annoveriamo:
1. la colazione con la trippa. Ebbene sì. E' tradizione, alle otto, appena svegli, gustare trippa e vino, tanto per incominciare la giornata;
2. i baccelli. Crudi. Nel resto d'Italia altrimenti detti "fave" e altrimenti mangiati cotti. Ma vi posso assicurare che appena raccolti sono dolcissimi, e la morte loro è avvolti nel prosciutto toscano, preferibilmente affettato a mano, e nel pecorino. Una vera delizia da provare. Accompagnati da un buon vino, chevvelodicoaffà.
Eccovele in tutto il loro splendore, dopo che coraggiosamente le ho estratte dal sacchetto schivando chiocciole e insetti vari (naturalmente le suddette fave venivano direttamente dall'orto):


3. i Maggerini. Questi strani figuri agghindati in maniera stravagante si aggirano per il paese verso sera, ogni 30 aprile.
Nella tradizione e fino a qualche anno fa i Maggerini erano una vera e propria istituzione: gruppi di persone abbigliate con colori sgargianti, frange, cappelli, bandierine e chi più ne ha più ne metta per attirare l'attenzione, bravi nel canto e nella composizione di rime, con tanto di strumenti musicali e asini (ciuchi) al seguito che partivano il 30 aprile a piedi e facevano il giro dei poderi in campagna fino alla mattina del 1° maggio. 
Suonavano ad ogni podere che incontravano sul loro cammino, svegliandone gli abitanti con le loro canzoni e con la musica. Era bene aprirgli solertemente se non si voleva che aumentassero il volume e il tono delle canzoni, che arrivavano, nei casi di ostilità estrema, ad essere vere e proprie jettature!
Una volta aperto l'uscio, i contadini erano soliti farli accomodare e mentre ascoltavano versi composti appositamente per loro (ovviamente si conoscevano tutti anche allora, e le rime erano, per dirlo alla snob, "customizzate" sui gusti e sugli avvenimenti della famiglia ospite) gli servivano ogni ben di dio da mangiare, e soprattutto e naturalmente, vino a volontà.
E così alla fine del giro erano ubriachi fradici e componevano versi sempre più strampalati, fino a stramazzare a terra all'alba!
Oggi non è più così, anche se lo è stato fino quasi certamente agli anni '50, e i maggerini sono impersonati dai bimbi delle scuole, che fanno un giro in paese, agghindati anche loro in maniera stravagante e con ciuchino al seguito, "cantando il maggio".
Sono già sei anni che abito qui ma tutti i 30 di aprile mi stupisco a vederli per la strada (la prima volta, senza sapere di cosa si trattasse, ovviamente fu trauma immediato) ma mi mettono sempre tanta allegria, e in fin de conti è proprio questo il loro compito!

venerdì 28 marzo 2014

Pancia piena

Le mie amiche frittolesi sono tutte cuoche provette. Non ho idea di come facciano.
Ho una media di una amica coetanea frittolese incapace in cucina su quattro virgola cinque. 
A Torino la media sale vertiginosamente a ben tre incapaci su quattro (e no, io non mi sono inclusa in nessuna statistica).
Non è che hanno più tempo, anche loro si dividono tra lavoro-casa-figli-mariti-echipiùnehapiùnemetta, sono proprio più brave. Hanno più passione, forse più tradizione, materie prime migliori, chissà.
Altro che io, la snob che si ostina ad andare controcorrente, amate del sushi, della cucina etnica, del finger food e degli apericena, che pensava di fare chissà cosa proponendo per cene in compagina pastasciuttine di verdurine, mini steak tartare e riso basmati con pollo al curry.
Ne consegue che io adoro essere invitata a cena da loro.
Fanno il pane da sé, la pasta fatta in casa, friggono che è un piacere, sbudellano pesci e non si fermano davanti a nulla.
Ieri sera un'amica che avevamo invitato a cena ha portato dei dolcini che - aiutatemiadirlo - meraviglia. Naturalmente ci siamo strafogati ma ne sono anche avanzati, e li ho diligentemente messi in frigo.
Oggi per pranzo, dopo la cena ipercalorica di ieri (noi abbiamo fatto la nostra parte, comunque, proponendo tagliolini al tartufo marzuolo, tagliata di manzo e insalata), da brava nordica, mi sono fatta un piattino di salmone al vapore con succo di limone e valeriana, per compensare. 
Peccato che poi non ho resistito e ho mangiato novecentosessantadue biscottini della mia amica.
E ora vado al lavoro con la pancia piena e il sonno tipico della digestione lenta...